19 / 06 / 2018

I libro bianco Quanto amianto ancora in giro

Estratto da pagina 53 di REPUBBLICA del 19-06-2018 - Autore: Anna Maria Liguori

L' amianto è un killer silenzioso: cancerogeno, causa mesotelioma, tumore di polmo ne, laringe, stomaco e colon. E asbestosi. L'Italia è ancora zeppa di amianto o asbesto, dovuto ad un massiccio uso passato. Per denunciare l'incuria delle istituzioni l'Osservatorio nazionale amianto (Ona) ha compilato un libro bianco - che presenta stamattina all'Istituto dell'enciclopedia italiana - con gli ultimi dati della mortalità: ornila decessi solo nel 2017 a fronte di diecimila nuove diagnosi. «L'Inail - spiega Ezio Bonanni, presidente Ona - registra i tumori professionali, il 5-7% di tutti i tumori polmonari, da 2mila a 2.800. Ma a questi debbono essere aggiunti quelli da amianto di chi non è assicurato (per esempio i militari), e quelli da esposizione non professionale, oltre agli ammalati che non fanno denuncia all'Inail. Il calcolo è allarmante». Per niente rassicuranti anche i dati relativi all'amianto ancora da bonificare: ne restano 32 milioni di tonnellate del tipo compatto (la mappatura è ancora in corso) e 8 milioni di tonnellate di quello friabile (inalabile). La prima vera mappatura del territorio nazionale è quella fatta dal ministero dell'Ambiente nel 2017, di concerto con le Regioni, basandosi sulle linee guida del Piano nazionale amianto: sono 86mila i siti con amianto, di cui 7.669 risultano bonificati del tutto, 1.778 solo parzialmente. Esposti più di 352.000 alunni e 50.000 persone tra docenti e non docenti; 1.000 biblioteche ed edifici culturali; 250 ospedali. E non solo. Un forte rischio potrebbe venire dalla rete idrica dove - secondo l'Ona - si rileva presenza di amianto per ben ÇÎÎò³²à km di tubature rispetto ai 500mila totali, tenendo conto che la maggior parte sono state realizzate prima del 1992, quando l'amianto veniva usato in tutte le attività edili. È stato l'Oms a dare il numero totale di morti correlate all'amianto nel 2017:107mila decessi per asbestosi, tumore del polmone e mesotelioma nel mondo. Contemporanemente, nell'International Programme on Chemical Safety, l'Oms sottolinea «che c'è la necessità urgente di una messa al bando totale per tutelare la salute pubblica». Solo 62 Paesi lo hanno fatto: il resto del mondo continua a utilizzarne due milioni di tonnellate all'anno. In Italia la raccomandazione della bonifica è passata sotto silenzio. Nonostante sia evidente la dannosità anche a basse dosi, capaci peraltro di cumularsi, di agire in sinergia con altri cancerogeni e di diventare decisive in caso di predisposizione genetica. Il tutto aggravato dal fatto che anche la ricerca scientifica lan gue, e le terapie, anche le più tempestive, sono spesso inefficaci, poiché alla diagnosi, nella gran parte dei casi, corrisponde poi un esito infausto: la sopravvivenza a 5 anni è infatti meno del 10%. «Gli esposti di oggi saranno i malati e le vittime di domani - conclude Bonanni - la responsabilità è a carico di chi ritarda le bonifiche e non mette in campo tutti gli strumenti, tecnici, normativi, legislativi e finanziari, per arginare questo dramma». E se è vero come scrive Tito Boeri, presidente Inps - che per bonificare le 40 milioni di tonnellate ci vorranno almeno 85 anni, l'epidemia di patologie asbesto-correlate proseguirà per i prossimi 130 anni. Identikit di un killer La consistenza fibrosa dell'amianto è alla base delle proprietà tecnologiche, ma anche di rischio. Le fibre sono microscopiche e facilmente inalabili e causano gravi patologie soprattutto respiratorie. Le malattie possono insorgere anche dopo 50 anni. In Italia il periodo di maggiore utilizzo è stato tra il 1960 e il 1992 LA LEGGE 1992 La legge 257 ne proibisce l'utilizzo I NUMERI 3.748.550 Le tonnellate di amianto prodotte in Italia dal 1946 al 1992 I SETTORI PIÙ A RISCHIO 8,3% è:;;! Industria è Ù metal- 7% : : meccanica 7%¡Cantieristica Tessile :navale 4,1% Difesa.

 

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