19 / 06 / 2018

Liste d`attesa Piano nazionale per abbatterle

Estratto da pagina 9 di AVVENIRE del 16-06-2018 - Autore: Viviana Daloiso

Circolare del ministero alle Regioni «Abbattere i tempi delle prestazioni»Sanità Liste d'attesa Piano nazionale per abbatterle Una circolare cui le Regioni avranno 15 giorni per rispondere, riportando dati, attività e iniziative del 2017. Affronta l'annosa questione dei tempi delle prestazioni sanitarie la prima "mossa" della neoministra della Salute Giulia Grillo.

Sanità, si comincia dalle liste d'attesa Circolare del ministero alle Regioni «Abbattere i tempi delle prestazioni» VIVIANA DALOISO ste precise: se, in primo luogo, con l'ordi- L· argomento - a differenza dei nana offerta aziendale siano garantite le y vaccini, in realtà relegati a una prestazioni nei tempi massimi di attesa manciata di righe conclusive - previsti dalla legge (che sono 10 giorni per è al cuore delle tré pagine di Contratto di quelle con la priorità cosiddetta "breve", governo dedicate alla Sanità: «È impro- 30 e 60 rispettivamente per le visite e gli crastinabile riordinare il sistema di ac- esami con priorità "differibile"). Una docesso alle prestazioni nell'ottica di ridur- manda che appena qualche settimana fa ne i tempi di attesa». Ed ecco che il primo atto ufficiale della neoministra della Salute, la pentastellata Giulia Grillo, arriva proprio sul fronte delle prestazioni sanitarie ai cittadini. Con un obiettivo tanto ambizioso quanto urgente: mettere a punto un Piano nazionale per il taglio delle liste d'attesa. Si vuoi cominciare in fretta, fra 15 giorni: il termine entro il quale, cioè, tutte le Regioni dovranno rispondere alla circolare inviata ieri dal ministero sulle loro attività nel 2017. Nel documento il ministe ro elenca richie- ha trovato risposta nell'allarme lanciato dalla Cgil attraverso un studio del Consorzio per la ricerca economica applicata (Crea), dal quale si ricava che i tempi di attesa per visite esami sarebbero aumentati mediamente di 7 giorni negli ultimi 3 anni, con picchi drammatici in alcuni ambiti: è il caso delle colonscopie, per cui servono 96 giorni di attesa, delle visite oculistiche con 88 giorni, di quelle ortopediche con 56. Ma la neoministra vuole sapere di più. Quali azioni, per esempio, siano state messe in campo delle Regioni per sopperire a eventuali mancanze («senza oneri aggiuntivi a carico degli assistiti se non quelli dovuti come eventuale quota di partecipazione») e se siano effettivamente applicate. Ancora, se tutte le prestazioni da rendere in attività istituzionale siano state effettivamente prenotate attraverso il Centro unico di prenotazione (Cup), dove esso è stato istituito, e se a quest'ultimo facciano capo tutte le "agende" delle strutture sanitarie pubbliche e quelle private accreditate. E in ultimo -manon meno importante-quali siano i volumi di attività istituzionale e quelli di attività libero professionale intramuraria (con riferimento addirittura alle singole unità operative) al fine di garantire sia il rispetto dei tempi massimi di attesa che il principio della libera scelta da parte dei cittadini e se sono state stabilite le modalità di verifica dello svolgimento di tale attività. Trattasi della questione spinosissima deìì'intramoenia, cioè delle prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro dai medici di un ospedale, i quali utilizzano le strutture ambulatoriali e diagnostiche dell'ospedale stesso a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa. E sulle cui regole, non sempre trasparenti, in Italia si dibatte ormai da anni. La circolare, insieme all'incontro fissato già per mercoledì prossimo a Roma con gli assessori alla Salute di tutte le Regioni, ha incassato l'approvazione quasi unanime dei governi locali e delle categorie professionali: «Pieno sostegno all'iniziativa del ministero finalizzata a conoscere le problematiche che ostacolano l'accesso alle prestazioni, creando disequità tra i pazienti» commentano Federazione nazionale dei medici (Fnomceo), degli infermieri (Fnopi) e anche il Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattìva. La neoministra Giulia Grillo chiede i dati sulle attività nel 2017. Ci sono 15 giorni per rispondere. 

 

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